Come mestiere ho scelto l’arte, come compagni di lavoro ho scelto i bambini.

teatro e bambin*

Mettiamoci in cerchio e guardiamoci negli occhi.
Facciamo un gioco, non è una gara: nessuno perde, nessuno vince, tutti imparano.
Nessuna competenza è necessaria, ognuno partecipa nella misura della sua volontà.
Infiliamo insieme nella bolla del silenzio.
Ognuno pensa al suo colore preferito, senza dirlo: è un segreto.
Ognuno sta nella sua comodità,
ognuno sperimenta l’immobilità del corpo nella mobilità del respiro.
Indossiamo il mantello del neutro.
Io vi racconto le regole, vi osservo mentre ci entrate dentro e insieme troviamo le modifiche.
Nessuno fa delle promesse, tutti accettiamo delle responsabilità.
Non esistono pregi e difetti, esistono delle caratteristiche.
Ognuno è unico e irripetibile, insieme siamo un capolavoro.
Nessuno giudica, tutti cooperano perché è più bello così.
Immergiamoci nella musica e rompiamo il cerchio.
Procediamo per tentativi e prendiamo tutto: fortune e sbagli.
Componiamo una confusione di sorrisi e di voci in cui ognuno emerge nella sua verità.
Spostiamoci, muoviamoci, esploriamo i contrasti.
Diventiamo prima minuscoli e poi enormi,
espandiamoci e dopo ritroviamo il grande nel piccolo.
Stiamo sul pezzo, stiamo nel momento.
Percepiamo cose impalpabili e sottili.
Parliamo senza usare le parole.
Fermiamoci e ascoltiamo il fiatone che ci cavalca dentro.
Adesso c’è qualcosa che prima non c’era, è una cosa astratta come una poesia.
Usciamo insieme dalla bolla del silenzio.
Mettiamoci in cerchio e guardiamoci negli occhi.

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settembre 2020

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