In questo gioco nessuno perde, nessuno vince e tutti impariamo.
Per prima cosa ascoltiamo il nostro respiro e mettiamo via il giudizio.
Poi indossiamo il mantello dell’attenzione e infiliamo nella bolla del silenzio.
Facciamo spazio allo stupore, inventiamo gesti e suoni.
Guardiamoci gli occhi e aspettiamo che accada qualcosa.
Scambiamoci di posto e passiamoci una pallina invisibile.
Aumentiamo l’energia del cerchio scatenandoci con la musica.
Componiamo uno spartito di risate e di rumori in cui ognuno emerge nella sua verità.
Spostiamoci, muoviamoci, espandiamoci, riduciamoci.
Cerchiamo il grande nel piccolo e il minuscolo nell’enormità.
Stiamo sul pezzo, stiamo nel momento. Soffermiamoci.
Teniamo le mani sulla pancia e sentiamo un fiatone che ci unisce.
Ora c’è qualcosa che prima non c’era, è una cosa astratta come una poesia.
Custodiamo tutto negli scrigni del cuore e nelle scatoline dalla mente.
Oggi è un segreto tutto nostro, domani sarà un tesoro da donare al mondo.

Ho un occhio verde e un occhio marrone.
Ho un animo semplice, una particolare capacità percettiva, un senso di adattamento simile a quello dei Camaleonti, una interminabile curiosità, un solido atteggiamento costruttivo.
La mattina mi sveglio presto per guardarmi dentro, chiarirmi i pensieri e arrivare limpida ai miei bubins.
Nelle pause spacco il capello in 2, in 4 e così via; per distendere i miei grovigli cammino e ballo da sola.
Nelle situazioni arrivo spesso a scoppio ritardato. Si può considerare un’anomalia, io invece ci ho fatto pace.
Sono una donna sottile, credo nel valore delle cose invisibili.
Ho intorno una cerchia di persone strepitose che si danno un monte da fare, famigliole disponibili a mettersi in gioco con me, amici sparsi qua e là che continuano a sostenermela.
Possiedo poco più di niente eppure sono ricca perché vivo dentro legami preziosi.

Maggiori informazioni alla pagina Biografia

Francesca Campigli

Svolgo percorsi formativi con metodologie innovative e piccole azioni partecipate intrecciando la ricerca pedagogica alla sperimentazione artistica.
Sono combinazioni di: rituali che impostano un setting, formule magiche che accompagnano all’ascolto attivo, viaggioni interiori che portano una maggiore consapevolezza del corpo e dello spirito, tecniche che estendono le attitudini espressive, dinamiche che forniscono energia, giochi che rendono disponibili alla comprensione dell’altro, esercizi che lasciano emergere desideri, lacrime, risate, urla e poesie.
Sono dinamiche che sensibilizzano nei confronti della percezione, migliorano la coordinazione, fanno esplorare la relazione corpo-spazi-altri, portano una maggiore confidenza del proprio immaginario, ampliano lo sguardo, stimolano le capacità di problem solving e di cooperazione, rinforzano nell’autostima e nella sicurezza in se
stessi, rafforzano l’identità.
Sono esperienze a cui si attribuisce un significato a posteriori, sommando momenti a fasi ed evoluzioni.
Sono eventi che permettono di scoprire se stessi e incontrare gli altri in modo autentico.
Elementi costanti in ogni intervento sono: atteggiamento di cura, uso di simboli, sospensione del giudizio, visione educativa, gioco, esplorazione con tecniche per l’emersione del se, condivisione di un processo generativo, creazione collettiva.

Preparazione

Ho compiuto studi in ambito artistico con innesti di pedagogia relazionale.
Dispongo di un vasto background lavorativo svolto all’interno di contesti eterogenei.
Mi tengo aggiornata con regolarità su metodologie e su forme espressive della contemporaneità.

Professionalità

Pianifico ogni aspetto di un intervento: organizzazione degli spazi e dei tempi, strumenti e approcci specifici, obiettivi e contenuti.
Osservo in itinere gli accadimenti e ne tengo nota attraverso la redazione di un diario di bordo.
Documento tutto per disseminare in seguito i passaggi cruciali con immagini e racconti.

Rete

Porto avanti relazioni di collaborazione con enti, organizzazioni e scuole.
Mantengo un confronto permanente con insegnanti, genitori e altre figure educanti.
Mi muovo in un circuito alternativo di piccole realtà con cui mi sento in assonanza.

Cura

Ho un piano d’ascolto raffinato con cui intercetto i messaggi detti e quelli non detti.
Ho una gestione sistematica della mia empatia: avverto in modo nitido i bisogni e le sensazioni degli altri.
Ho un stile di comunicazione basato sulle parole che fanno bene alla crescita dei bambini.

Etica

Considero i partecipanti alle iniziative come compagni di lavoro con cui condivido gioie e insidie.
Trasmetto i principi in cui credo attraverso la testimonianza.
Proseguo la fedeltà nelle sfere del sentire, dire, agire.

Impegno

Uso il mio medium artistico come atto politico affrontando temi che considero urgenti.
Divulgo il pensiero dei bambini dato che ritengo possa essere uno spunto per tantissime persone.
Investigo su di me e sull’attualità quotidianamente interpellando i maestri del passato attraverso le loro scritture e quelli del presente seguendo i loro insegnamenti.