Come mestiere ho scelto l’arte, come compagni di lavoro ho scelto i bambini.

Facciamo un gioco: nessuno perde, nessuno vince, tutti imparano.
Nessuna giudica e nessuno si giudica. Ognuno sta nella sua comodità.
Io vi racconto le regole, vi osservo mentre ci state dentro.
Nessuno fa delle promesse, tutti accettiamo delle responsabilità.
Non esistono pregi e difetti, esistono delle caratteristiche.
Ognuno è unico e irripetibile, insieme siamo un capolavoro.
Immergiamoci nella bolla del silenzio con il mantello del neutro sulle spalle.
Esploriamo una pluralità di gesti e di voci in cui ognuno emerge nella sua verità.
Fermiamoci e ascoltiamo il fiatone che ci cavalca dentro.
Adesso c’è qualcosa che prima non c’era, è una cosa astratta come una poesia.
Qualcosa da custodire come un segreto per farne tesoro un domani.

Segni particolari
Un occhio verde e uno marrone.
Tante camminate con vari momenti di contemplazione del cielo, moltissime sessioni di ballo da sola nelle pause.
Avanzo lentamente, mantenendo solidi atteggiamenti costruttivi.
Quando è necessario vario direzione e scelgo delle exit strategy.
Mi piace riflettere sia da sola che con gli altri e anche farmi ridurre dalla mia complessità.
Mi piace innescare legami genuini tra le persone attraverso la trasmissione di pratiche sottili e profonde.
Maggiori informazioni alla pagina Attività e Biografia


Il camaleonte è l’animale che mi rappresenta, si ritrovo totalmente dalla sua capacità di assecondare il flusso delle trasformazioni, di adattarsi e di cambiare aspetto in base al luogo in cui si trova e allo stato d’animo che vive.

Per tre anni su questa analogia e simbologia ho costruito il progetto Camaleonti (a cui sono tanto affezionata) dedicato ai bambini dai 4 anni e incentrato sull’immaginazione.

 

 

I “bubini” sono i bambini che si mettono in gioco con me.
Radio Bubina è uno spazio che ho pensato per loro.

Nel 2020 ho arrancato parecchio, provato a stare in tante formule per poi tornare radicale. Un giorno di novembre mi sono svegliata con una smania di rivoluzione che si è formalizzata in un’idea bizzarra.

L’ho raccontata a tante persone che si sono prese bene. Sono famiglie e fan sfegatati di ogni dove che si ritrovano nello spirito di questo spazio di parola.