Come mestiere ho scelto l’arte, come compagni di lavoro ho scelto i bambini.

Facciamo un gioco: nessuno perde, nessuno vince, tutti imparano.
Nessuna giudica e nessuno si giudica. Ognuno sta nella sua comodità.
Io vi racconto le regole, vi osservo mentre ci state dentro.
Nessuno fa delle promesse, tutti accettiamo delle responsabilità.
Non esistono pregi e difetti, esistono delle caratteristiche.
Ognuno è unico e irripetibile, insieme siamo un capolavoro.
Immergiamoci nella bolla del silenzio con il mantello del neutro sulle spalle.
Esploriamo una pluralità di gesti e di voci in cui ognuno emerge nella sua verità.
Fermiamoci e ascoltiamo il fiatone che ci cavalca dentro.
Adesso c’è qualcosa che prima non c’era, è una cosa astratta come una poesia.
Qualcosa da custodire come un segreto per farne tesoro un domani.